Ci sono domande alle quali è difficile dare una risposta, forse perfino impossibile, come quelle che riguardano la natura ultima della realtà. Ma su qualsiasi questione gli si ponga, Tomás Saraceno sembra avere quanto meno un orientamento preciso: guardiamo i ragni e le loro ragnatele. Osserviamoli, interroghiamoli. I ragni come riferimento, i ragni come oracolo, i ragni come ispirazione.
Opere gemelle
Tomás Saraceno è un artista con un punto di vista forte sulla realtà. È nato in Argentina e vive a Berlino. Da molti anni lavora con scienziati, comunità locali e istituzioni di tutto il mondo, coltivando l’ideale di una società libera dalle emissioni di carbonio e rispettosa di tutte le specie viventi. Ha esposto le sue opere nei musei di tutto il mondo e ha partecipato a più edizioni della Biennale di Venezia. Lo abbiamo incontrato in questa stessa città, in occasione della mostra The Quantum Effect allestita allo SMAC – San Marco Art Centre, dove erano presenti due sue installazioni, quasi identiche: due teche, in due stanze diverse e “speculari” rispetto all’ingresso, ciascuna delle quali conteneva due ragnatele.

A chiunque si fermasse a parlare con lui, l’artista ricordava con orgoglio che i ragni sono sulla Terra da 410 milioni di anni, mentre gli uomini (in quanto Homo sapiens) solo da 200 mila… “Un po’ di umiltà!”, è la sua preghiera.
Perché hai portato i ragni in questa mostra sulla meccanica quantistica?
Sono loro che mi hanno portato qui.
Però li avevi coinvolti anche in un evento dedicato alle onde gravitazionali. Perché sempre i ragni?
Sì, era una mostra che avevo organizzato con Stavros Katsanevas (v. articolo su Josway). La domanda che ci eravamo posti allora era: come percepisce la realtà ciascun essere vivente? Jakob von Uexküll ha definito il concetto di Umwelt, cioè il fatto che ogni organismo percepisce l’ambiente in cui si trova in modo diverso a seconda dei sensi che usa. Viviamo in mondi paralleli: questa stanza per me ha una forma, per un ragno è uno spazio completamente diverso. Con Stavros ci domandavamo se i ragni fossero capaci di percepire anche le onde gravitazionali, visto che molte delle ragnatele che costruiscono sono vere e proprie antenne giganti. Quando queste perturbazioni attraversano la Terra, se ne accorge anche il ragno? E può un ragno, sempre attraverso la sua ragnatela, percepire gli effetti quantistici? Queste domande restano aperte, ma se le risposte fossero affermative non ci sarebbe da sorprendersi; è stato dimostrato che i pettirossi sono in grado di orientarsi percependo il campo magnetico terrestre attraverso un effetto quantistico, è il loro gps. I fisici hanno scoperto da poco i fenomeni quantistici, ma la natura li usa da sempre.

Ma noi possiamo veramente entrare in connessione con i ragni?
Noi chi? Non siamo tutti uguali. Ci sono persone che li schiacciano appena li vedono, e ci sono persone che li rispettano. Ci sono anche i divinatori di ragni, come i Mambila del Camerun, che li consultano come se fossero un oracolo. Quindi ci sono popoli che sono in connessione con i ragni e anche noi occidentali dovremmo imparare a riconnetterci con il mondo in modo equilibrato.
Che cosa pensi che la scienza possa dare all’arte?
Ci sono tante arti e tanti modi di fare scienza. Ma dobbiamo renderci conto che la conoscenza specialistica, che pure ci porta al successo, è una trappola, che siamo vittime dei nostri confini. La meccanica quantistica ci dice che è impossibile non essere connessi l’uno con l’altro. Se così non fosse, non ci sarebbe il cambiamento climatico che stiamo vivendo, né un genocidio in un’altra parte della Terra, con noi che lo guardiamo come se non ci riguardasse.

Ti faccio la domanda opposta: che cosa può dare l’arte alla scienza?
Di nuovo, l’arte da sola non può fare niente. Bisogna riuscire a non glorificare questa autonomia delle discipline. Questo modo di vedere le cose ci sta portando verso un’estinzione di massa. Quindi dobbiamo fare questo passo tutti insieme, cercare di riconnetterci in una forma diversa da quella con cui siamo stati connessi finora. Bisogna rispettare culture e forme di organizzazioni che sono totalmente diverse da quelle occidentali, dove la scienza è celebrata come se fosse l’unica disciplina che può portare a qualche conoscenza. E bisognerebbe rivalutare i ragni: Che cosa ci possono dire? Che cosa ci possono insegnare?
Link e approfondimenti
• La mostra The Quantum Effect, allo SMAC di Venezia fino al 23 novembre 2025.
• Alcuni progetti interdisciplinari open-source di Tomás Saraceno: il Museo Aero Solar, la Fondazione Aerocene e Arachnophilia.
• Un concerto-evento a Roma di Tomás Saraceno.
• Un articolo su come il cervello crea lo spazio sonoro.
• Un articolo che spiega come i pettirossi usino un effetto quantistico per orientarsi.
• L’intervista su Josway a Stavros Katsanevas.
• Il primo articolo di una serie dedicata ai ragni e alle ragnatele.
• Una mostra dedicata al concetto di Umwelt.


