Universi percettivi e mondi artificiali

Una mostra presso la Fondazione Modena Arti Visive esplora il concetto di Umwelt (“ambiente”) esteso alla tecnologia e all’intelligenza artificiale.

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Universi percettivi e mondi artificiali

Una mostra presso la Fondazione Modena Arti Visive esplora il concetto di Umwelt (“ambiente”) esteso alla tecnologia e all’intelligenza artificiale.

Immaginate di essere un un pipistrello che si muove nel buio grazie agli ultrasuoni, o un ragno che avverte una vibrazione sulla sua ragnatela. O ancora una zecca mossa dal calore corporeo e dall’odore della pelle, alla ricerca del sangue di cui nutrirsi. Ogni animale è immerso nella sua bolla sensoriale, attraverso la quale percepisce la realtà. Questo mondo percettivo caratteristico di ciascun vivente è stato chiamato Umwelt (“ambiente”), nel 1909, dallo zoologo e filosofo estone Jakob von Uexküll, per evidenziare la prospettiva unica che ogni organismo ha del mondo che lo circonda, attraverso le sue percezioni, le sue interazioni, le sue esperienze.

AEGIS
Quest’opera, Through the AEgIS di Semiconductor, è frutto di una residenza artistica al Cern di Ginevra. L’opera è stata ispirata in particolare dall’esperimento AEgIS per lo studio dell’antimateria (Foto Rolando Paolo Guerzoni, adattata).

Natura e tecnologia

L’idea di Umwelt ha ispirato scienziati, filosofi e artisti. Fino a coinvolgere una riflessione sull’essere umano e sui suoi rapporti con la natura, con altri esseri umani, con la tecnologia, con la scienza e con altre forme di intelligenza. Questi temi sono al centro della mostra UMWELT, a cura di Marco Mancuso, presso il Palazzo Santa Margherita della Fondazione AGO di Modena. La mostra, realizzata in collaborazione con il Festival della filosofia di Modena, Carpi e Sassuolo e con Smart Life Festival, “gioca con un’interpretazione estesa del concetto di ambiente, in riferimento ai processi cognitivi di conoscenza e alla totalità dell’esperienza cosciente di un soggetto in relazione agli elementi con cui entra in dialogo”. Includendo le più avanzate forme di ricerca scientifica, modelli computazionali e intelligenza artificiale. 

Artisti in mostra

L’obiettivo della mostra è quello di evidenziare come l’arte, la tecnologia e la scienza ci avvicinino a una più profonda comprensione delle espressioni non umane di intelligenza, “per entrare in relazione con esse, integrarle in un nuovo ambiente collettivo e diffondere una rinnovata etica ecologica”. Le artiste e gli artisti esposti, che hanno lavorato in sinergia con il curatore, sono: Forensic Architecture (The NebelivkaHypothesis), Semiconductor (Through the AEgIS), James Bridle (Solar Panels (Radiolaria Series)), CROSSLUCID (The Way of Flowers), Anna Ridler (The Synthetic Iris Dataset), Entangled Others (DecoheringDelineation), Robertina Šebjanič/Sofia Crespo/Feileacan McCormick (AquA(l)formings-Interweaving the Subaqueous) e Eryk Salvaggio (The Salt and the Women).

Umwelt
UMWELT, FMAV – Fondazione Modena Arti Visive, exhibition view (Foto Rolando Paolo Guerzoni).

Modi di essere

Nel suo libro Modi di Essere (Rizzoli, 2022), uno degli artisti esposti, James Bridle, ha scritto: “Se tutta l’intelligenza è ecologica – cioè intrecciata, relazionale e appartenente al mondo – allora l’intelligenza artificiale (AI) ci offre un modo reale per venire a patti con le altre intelligenze che popolano il pianeta e si manifestano per suo tramite. Anziché essere uno strumento per sfruttare ulteriormente il pianeta e gli altri, l’AI è un’apertura verso altre menti, la possibilità di riconoscere appieno una verità che ci è stata nascosta per molto tempo”.

Link e approfondimenti

• Il sito della mostra.
• Un articolo di Josway in cui si parla di Umwelt. E altri articoli che parlano di ragni e ragnatele.
• 
Il libro Umwelt und Innenwelt der Tiere (“Ambiente e mondo interiore degli animali”, 1909) di Jakob von Uexküll.
• Il libro An Immense World: How Animal Senses Reveal the Hidden Realms Around Us di Ed Yong. Qui una recensione.
• Il libro Modi di Essere (Rizzoli, 2022) di James Bridle.
• L’articolo di Thomas Nagel What is it Like to be a Bat?

 

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