Viste le cose sorprendenti che sanno fare i polpi – come cambiare forma e colore in meno di un secondo, risolvere problemi con l’ingegno di un mammifero, riconoscere le persone e rigenerare braccia perse con la disinvoltura di chi cambia maglietta – si potrebbe pensare che abbiano una vita sessuale degna di un romanzo epico. E invece no. Da questo punto di vista, bisogna ammettere che i polpi sono piuttosto cauti. La posta in gioco per i maschi, infatti, è alta: le femmine di polpo non sono esattamente romantiche, e se un pretendente di piccola taglia non gioca bene le sue carte, rischia di passare da partner a pasto in un attimo.
Movimenti e colori
Quando il maschio del nostro polpo comune, Octopus vulgaris, vede una grande femmina che gli piace, si avvicina con un mix di coraggio e di disperazione. Parte da lontano, sfoggiando il suo repertorio cromatico – nel quale i polpi sono veri fenomeni – passando dal marrone scuro al bianco candido, come per dire: “Guarda come so cambiare per te”. A volte aggiunge anche qualche elegante movimento, sollevandosi bene con il corpo e arrivando a sfiorarla con le braccia per farle capire che è un tipo serio, uno con buone intenzioni.
Consegna s.p.m.
Ma il vero asso nel tentacolo del maschio è l’ectocotile, un braccio specializzato che serve per consegnare lo sperma alla femmina. Sicuramente, a questo punto, molti staranno pensando che il polpo abbia un versatile “pene prensile multifunzione integrato nel braccio”, che dal punto di vista evolutivo non sarebbe roba da poco. L’idea ha il suo fascino, ma purtroppo l’ectocotile non è un pene come il nostro, nel senso tradizionale del termine, anche se svolge una funzione simile. È un braccio speciale che preleva il seme del maschio in apposite capsule gelatinose chiamate spermatofore, che vengono prodotte nelle gonadi maschili situate nel mantello (ovvero quella parte che chiamiamo la “testa” del polpo).

Usare con prudenza
Il maschio tiene giustamente il suo ectocotile in grande considerazione fin da piccolo, evitando di usarlo per futili motivi – tipo curiosare nei buchi o catturare granchi – perché sa che da grande gli sarà molto utile. Per fecondare la compagna, quindi, soprattutto se lui è più piccolo della femmina, si avvicina con la cautela di un ladro in un museo pieno di sensori laser, perché sa che un passo falso potrebbe trasformarlo in cena. Allunga l’ectocotile con circospezione, cercando di inserire i suoi “pacchettini di sperma” superbamente confezionati nel mantello della femmina, senza avvicinarsi troppo. Lo fa con calma, ed è sempre pronto a partire a razzo se le cose si mettono male. Se lei è ben disposta, può osare un contatto ravvicinato, avvolgendo alcune braccia attorno alla femmina. Ma questa intraprendenza è rischiosa: un momento prima stai vivendo l’apice dell’intimità, e pochi secondi dopo potresti ritrovarti tra le braccia di una cannibale. Solo i maschi più grandi e confidenti si giocano questa mossa finale dell’abbraccio. Più spesso, il sesso tra i polpi – e tra cefalopodi in generale (il gruppo di molluschi che comprende anche seppie e calamari) – è un processo piuttosto delicato e discreto, che culmina con la cerimoniosa consegna delle spermatofore alla femmina.
Ognuno per la sua strada
E poi? Spesso finisce tutto in pochi minuti e ognuno va per la sua strada, perché i polpi, come molti invertebrati, sono molto pratici: niente finali romantici. Sono animali che vivono pochissimo, solo uno o due anni, e hanno sempre qualcosa di importante da fare. Tipo vedere se vale la pena cercare altri partner a cui consegnare le pacchetti di sperma.
Anche la femmina non perde tempo, perché deve dedicarsi anima e corpo a un’impresa titanica: deporre migliaia di uova e curarle con la massima attenzione, smettendo persino di mangiare per 4-6 settimane. Alla fine, spossata ma fiera, muore come una vera eroina.
Il maschio, d’altra parte, dopo l’eroico gesto tira le cuoia anche lui. Bisogna ammettere che, rispetto alla femmina, non si è impegnato troppo; ma ha comunque rischiato la vita.
Piccolo, ma audace
La situazione appena descritta è lo standard per molte specie di polpi; ma c’è una specie che, in quanto a stranezze, batte tutti a tentacoli bassi: l’argonauta (Argonauta argo), un bizzarro polpo che vive in mare aperto. Tra i cefalopodi, la femmina di argonauta si distingue perché costruisce una “conchiglia” sottile e fragile fatta di materiale calcareo, che usa come camera di protezione per le uova. Già questo è un fatto decisamente curioso, ma la cosa davvero sorprendente si verifica quando il maschio, che è da 10 a 50 volte più piccolo di lei, entra in scena per l’accoppiamento.
Dotato di vita propria
Si avvicina alla femmina con il suo braccio speciale, l’ectocotile, che in questo caso è molto più lungo e più grande degli altri. E dopo averlo inserito nel mantello della compagna, lo stacca completamente e lo lascia lì. Del resto, lui è minuscolo e non vuole rischiare di essere trasformato in snack, quindi ha sviluppato questo sistema unico nel mondo animale: un simil pene fuori misura, autonomo e usa e getta. Dico autonomo, perché questo suo braccio può continuare a muoversi bene, anche dopo la rimozione. Sembra persino essere in grado di “percepire una minaccia”. Anni fa, alcuni scienziati, quando provarono a rimuovere un ectocotile dalla conchiglia di un’argonauta, rimasero sorpresi: l’ectodile riuscì a divincolarsi dalle pinzette e si spostò nella parte più profonda della capsula, ancorandosi saldamente con le sue ventose.
Come vermi
Il sistema è talmente inconsueto che i primi scienziati che hanno osservato questi “appendici” sulle femmine di argonauta pensavano fossero vermi parassiti. Decisamente non avevano capito che stavano assistendo alla forma d’amore più bizzarra mai concepita dalla natura.
E la femmina? Con la maestosa indifferenza di chi ha visto tutto, accoglie il braccio con le spermatofore nel mantello e torna ai suoi affari, pronta a produrre le uova. Nel frattempo, il maschio è già lontanissimo con una sola consapevolezza: il braccio non ricrescerà, questa è stata la sua unica chance. La sua missione è conclusa, e infatti non vivrà ancora per molto.
Link e approfondimenti
• Il libro Tentacoli (Nomos Editore) di Francesco Tomasinelli e Marco Colombo; disegni di Giulia De Amicis. Piccolo catalogo di polpi, seppie e calamari, è un viaggio illustrato nel mondo affascinante dei cefalopodi. Le sorprendenti capacità cognitive di questi molluschi suggeriscono che non siano solo i mammiferi e gli uccelli a produrre comportamenti complessi, in qualche modo simili ai nostri.



