Dalle astuzie degli scimpanzé all’autorità del gorilla

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Dalle astuzie degli scimpanzé all’autorità del gorilla

Il modello del maschio dominante, che abbiamo visto nella sua massima espressione nei leoni e ancor più tra gli elefanti marini, tra noi uomini occidentali sembra perdere terreno anno dopo anno. Ma è, tuttavia, ben radicato tra i primati. Gli scimpanzé (Pan troglodytes) sono probabilmente la specie con le maggiori affinità alla nostra dal punto di vista genetico. Vivono in piccoli gruppi guidati da uno o più maschi dominanti che possono stringere alleanze temporanee tra loro. La situazione può ricordare, a grandi linee, quella dei leoni, solo che le alleanze tra maschi sono più dinamiche e le femmine più imprevedibili. Queste infatti tendono a lasciare il gruppo dove sono nate una volta raggiunta la maturità e a unirsi a gruppi differenti, anche solo momentaneamente.

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Uno scimpanzé nella Foresta di Kibale, Uganda (F. Tomasinelli).

Le femmine adolescenti sono sempre le benvenute e oggetto dell’attenzione dei maschi, soprattutto quando sono sessualmente recettive. Nelle scimmie è facile capire questa condizione perché i genitali esterni si gonfiano e le grandi labbra della vagina vengono tenute in bella mostra grazie all’andatura a quattro zampe. Chiaramente queste condizione eccita moltissimo i maschi, che fanno di tutto per sedurre “le ragazze”. Gli adulti risultano sempre dominanti sulle femmine, ma queste non si fanno sottomettere troppo facilmente, anche perché sono solo leggermente più piccole dei loro compagni.

In cambio di un bocconcino…

Il maschio dominante e i suoi amichetti ricorrono ad esibizioni di forza e all’autorità sugli altri per sedurle, e possono essere anche molto possessivi, ma altri individui sanno essere decisamente più raffinati, soprattutto se non hanno una posizione di dominio nel gruppo. Questi maschi intraprendenti usano la tecnica del “corteggiatore romantico” che si oppone “all’uomo che non deve chiedere mai” degli individui Alpha e scelgono un approccio graduale, fatto di tanti piccoli gesti: un boccone saporito messo da parte per lei, una carezza, un po’ di “spulciamenti”. La carne, in particolare, frutto della caccia ad altre specie di scimmia, è uno dei regali più preziosi e apprezzati perché entrarne in possesso richiede molta fatica. Si tratta in pratica di una strategia di corteggiamento a lungo termine e quando arrivano i giorni dell’estro questi maschi gentili avranno la loro occasione, soprattutto se sono abbastanza furbi da appartarsi alla giusta distanza dagli individui dominanti. In un gruppo di scimpanzé, quindi, non si è mai sicuri della paternità dei figli.

Pelo grigio pigliatutto

Tra i primati, per ottenere un modello più rigoroso di maschio la cui autorità non è mai messa in discussione, soprattutto dalle femmine, bisogna guardare al gorilla (Gorilla beringei), altro nostro parente prossimo. Il gorilla non ha bisogno di fare regali o ingraziarsi le compagne. Sono i muscoli, le sue dimensioni (fino a 275 chilogrammi) e la incontestabile autorità sugli altri individui a parlare per lui. Diversamente da quanto accade con i turbolenti scimpanzé, la struttura sociale dei gorilla è stabile, e non esistono all’interno del gruppo lotte per il dominio e sotterfugi. C’è un solo maschio che esercita la sua autorità sul gruppo, immediatamente identificabile grazie ai peli più chiari sulla schiena che lo qualificano come il “silverback”. Gli altri maschi sono tollerati solo se giovani e quindi sessualmente “inconsistenti”: sono i cosiddetti “blackback”, quelli con la schiena nera.

Gorilla di montagna
Un silverback e un giovane gorilla di pochi mesi, Bwindi Impenetrable Forest Park, Uganda (F. Tomasinelli).

Nessun giovane può sognare di appartarsi con una compagna, come farebbe un più ingegnoso scimpanzé. Lei non sarà ben disposta, e se il silverback lo sorprende lui rischia una autentica montagna di schiaffi (per lei niente, i gorilla sono molto rispettosi nei confronti delle femmine). Se i giovani vogliono fare sul serio non hanno altra scelta che lasciare il branco e andare alla ricerca di maggiore fortuna altrove, un po’ come fanno i leoni. Nel frattempo il maschio dominante dispone a proprio piacimento delle femmine che tratta con regale noncuranza. A vederlo in azione sembra quasi che il silverback non sia neppure interessato al sesso… Se vuole accoppiarsi con un femmina recettiva gli basta un gesto, e lei si offre.

Corpo gigante, piccolo pene

Purtroppo, in accordo con il tipico stereotipo del culturista, il suo pene è minuscolo rispetto alle dimensioni del corpo: solo 5 centimetri (con baculum), ma come si è detto il silverback non deve dimostrare niente a nessuno, è la sua stazza a parlare per lui. Tra i gorilla non c’è “competizione spermatica”, che si verifica quando più maschi possono accoppiarsi con una femmina e solo gli spermatozoi più vitali e inseriti in profondità possono fecondarla. Il potente silverback copre la compagna di fronte a tutti gli altri elementi del suo gruppo, ma nessuno dei due sembra particolarmente coinvolto. I suoi colpi sono precisi e sinceri ma il suo sguardo è distante… In dieci secondi il rapporto si conclude, lui ha un timido orgasmo e con una “pacca di congedo” allontana la femmina, la quale obbedisce prontamente (guarda il video di Manuel Mariotti). Entrambi tornano a mangiare foglie e, se le condizioni lo consentono, il maschio può passare a un’altra femmina. La vita sessuale dei gorilla potrà sembrare noiosa, ma è una diretta conseguenza della loro struttura sociale monolitica.

 

Francesco Tomasinellihttp://www.isopoda.net
Francesco Tomasinelli è fotogiornalista specializzato in scienza, viaggio e natura. Laureato in scienze ambientali, ha scritto e illustrato con le sue immagini 7 libri su animali e aree protette, oltre ad aver progettato mostre scientifiche per musei in tutta Italia. Lavora anche come consulente in studi sulla biodiversità e opere di miglioramento ambientale, ed è ospite regolare della trasmissione di Rai3 GEO come esperto di animali ed ecologia.

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