Sfide Ambientali 4. Non c’è calma dopo la tempesta

Gli sforzi dell'uomo per salvare il pianeta che cambia, nelle più belle immagini di un premio fotografico italiano.

-

Sfide Ambientali 4. Non c’è calma dopo la tempesta

Gli sforzi dell'uomo per salvare il pianeta che cambia, nelle più belle immagini di un premio fotografico italiano.

Tra il 26 e il 30 ottobre 2018, un evento atmosferico estremo si è abbattuto con violenza su Trentino, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Nella notte del 29 ottobre, in particolare, in alcune vallate delle Dolomiti e delle Prealpi Venete, la pioggia incessante ha fatto esondare i torrenti e lo scirocco ha soffiato fino a 200 chilometri orari, abbattendo circa 14 milioni di alberi: un fenomeno senza precedenti in Italia. Il giorno dopo, gli abitanti di quelle vallate hanno avuto solo qualche attimo per contemplare il paesaggio sconvolto, poi si sono rimboccati le maniche per rimediare ai danni più evidenti: gli edifici danneggiati, le case scoperchiate, le strade e le piazze inondate di terra e di tronchi e fango, i letti dei torrenti dissestati, gli acquedotti distrutti, le linee elettriche e telefoniche cadute a terra. Si stima che la tempesta, classificata come uragano, abbia devastato circa 42.500 ettari di foreste, pari a 70 mila campi di calcio, per un danno economico complessivo di quasi 3 miliardi.

Dopo 3 anni l’emergenza non si è conclusa, ma si è addirittura aggravata con l’arrivo del parassita bostrico dell’abete rosso (Ips typographus) che ha causato un danno sei volte maggiore di quello della tempesta.

La foto

La foto, di Matteo de Mayda, mostra le maschere dei Òlt da Riva, di Rivamonte Agordino (Belluno), una delle zone più colpite dalla tempesta Vaia. La foto fa parte di un progetto in cui Matteo de Mayda si è concentrato per 6 mesi sulla reazione delle comunità colpite: una serie di iniziative solidali di privati e imprenditori che, oltre a sostenere l’economia locale, provano a ricucire passato e futuro, costruendo sui resti della tempesta un nuovo spirito per la collettività.

Il fotografo

Matteo de Mayda (Treviso, 1984) è un fotografo con base a Venezia, rappresentato
dall’agenzia Contrasto. La sua ricerca visiva è focalizzata a cause sociali e ambientali. Le sue immagini sono state pubblicate su The New York Times, The Guardian, The Washington Post, British Journal of Photography, Internazionale, Die Zeit, National Geographic e Vogue.

Il premio

Il progetto ha ricevuto nel 2021 il Grant del premio ISPA (Italian Sustainability Photo Award), ideato dall’agenzia fotogiornalistica Parallelozero in collaborazione con il main sponsor PIMCO e il partner tecnico Nikon. ISPA vuole raccontare storie italiane di progresso verso un futuro più sostenibile.

Il concorso è gratuito e possono partecipare tutti, italiani e stranieri, senza limiti di età. Le iscrizioni per la prossima edizione sono aperte e le scadenze principali per le varie categorie sono:
– 15 marzo – grant di 10mila euro, destinato alla produzione di un progetto fotografico da realizzare in Italia tra aprile e ottobre 2022.
– 5 settembre – premio per la migliore foto singola (1.500 euro).
– 5 settembre – premio per la migliore storia fotografica (3.500 euro).
Regolamento, altre informazioni e iscrizioni su: www.ispaward.com

Il video

Le vibrazioni di una ragnatela trasformate in suoni, progetto di sonificazione realizzato al MIT di Cambridge, Usa (Ian Hattwick, Isabelle Su, Christine Southworth, Evan Ziporyn, Tomás Saraceno e Markus Buehler).

Primo piano

In evidenza

#datiBeneComune

I dati sono fondamentali per la democrazia. Devono essere tempestivi, di qualità, e di pubblico accesso. In Italia non è così. È tempo che le cose cambino.

Categorie più popolari

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Recent comments