Viaggio musicale all’interno di un buco nero (Parte 6 – La sfera luminosa)

Sesta tappa di un percorso che ci accompagna nel più estremo dei viaggi. Quello all'interno di un buco nero.

-

Viaggio musicale all’interno di un buco nero (Parte 6 – La sfera luminosa)

Sesta tappa di un percorso che ci accompagna nel più estremo dei viaggi. Quello all'interno di un buco nero.

È venuto però il momento di abbandonare gli indugi e tuffarci nel mostro nero, perché abbiamo fatto tutto questo viaggio per vedere che cosa c’è lì, che cosa c’è “oltre”. Ormai siamo quasi arrivati. Riaccendiamo i motori per tornare a impostare la traiettoria e ci lasciamo andare. Ora i motori non servono più. Immaginiamo di entrare in caduta libera nel cuore del mostro, che occupa ormai buona parte del nostro campo visivo. È un cerchio nero che si ingrandisce sempre di più, relegando il resto dell’universo ai margini della sua presenza. Il cielo si deforma in modo sempre più marcato, l’immagine della Via Lattea si spalma tutto intorno al cerchio nero che si espande.

In caduta libera

The Milky Way glitters brightly over ALMA
La Via Lattea sopra le antenne del radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), in Cile. Questo osservatorio fa parte della collaborazione Event Horizon Telescope, che ha effettuato la prima foto di un buco nero (ESO/B. Tafreshi, twanight.org).

Gli effetti relativistici si fanno sempre più estremi. Se altra materia viene inghiottita, ne avvertiamo l’influenza gravitazionale: uno tsunami di onde spazio-temporali potrebbe colpirci da un momento all’altro, dilatando e restringendo le nostre dimensioni fisiche in direzioni diverse.

Le forze in gioco potrebbero lacerare i nostri corpi, ma con un po’ di fortuna possiamo sperare di scamparla. Siamo ormai in una zona in cui le orbite circolari sono instabili. Qui di pianeti non ce n’è, né può esserci alcun tipo di satellite. Tutto cade. Per rimanere in orbita stabile in questa zona, bisognerebbe tenere accesi i motori a grande potenza.

Siamo ormai vicini al punto di non ritorno. Volendo, potremmo ancora invertire la rotta e andarcene. Ma non lo faremo, siamo arrivati fin qui per questo. E all’improvviso entriamo in una zona particolarissima, una sfera in cui la luce può rimanere parcheggiata all’infinito, muovendosi sempre intorno al buco nero. Si chiama sfera fotonica, photon sphere, ed è una cosa che nessun essere umano ha mai potuto vedere e sperimentare, sulla Terra.

Nella sfera fotonica

La sfera fotonica non si può nemmeno vedere dalla Terra, perché per essere visibile dovrebbe consentire alla luce di irradiarsi nello spazio, in modo da poter essere intercettata da un telescopio. Ma questo, per definizione, è impossibile. Dunque il paradosso è questo: questa sfera, pur essendo luminosissima, dall’esterno è invisibile. Potremmo facilmente individuarne le immediate vicinanze, è vero. Ma per poterla ammirare in tutto il suo splendore, occorre esserci dentro.

attorno al buco nero c’è una sfera in cui la luce può rimanere intrappolata all’infinito, orbitando intorno al centro

Come suggerisce il nome, la photon sphere è fatta di luce. Ma non solo. Oltre alla luce ci sono anche tutte le altre radiazioni elettromagnetiche della stessa natura, e cioè onde radio, microonde, infrarossi, ultravioletti, raggi X, raggi gamma.

Da tutti i punti di vista

CoverI Buco Nero
La cover dell’ebook “Viaggio all’interno di un buco nero”, da cui è tratto questo articolo.

Immersi in questo mare di pura energia, con un po’ di fortuna potremmo vivere un’esperienza unica: guardare di fronte a noi e vedere la nostra schiena, la cui immagine ci raggiunge dopo aver fatto il giro completo della sfera magica. Allo stesso modo, guardando verso destra vedremmo il nostro lato sinistro; sbirciando a sinistra quello destro; puntando i piedi la testa… Potremmo ammirarci da tutti i punti di vista e scattarci selfie meravigliosi, se non fosse che risulteremmo immersi in un mare di luce e ogni genere di radiazione.

L’esperienza è suggestiva. Dura poco, però. In un attimo ripiombiamo nel buio più pesto, proiettati a gran velocità verso l’occhio del ciclone.

(Tratto dall’ebook Viaggio all’interno di un buco nero – continua)

Andrea Parlangeli
Andrea Parlangeli
Andrea Parlangeli è fisico (PhD) e giornalista, caporedattore del mensile Focus. Appassionato di scienza, tecnologia e innovazione, nel 2019 ha conseguito un Executive MBA presso il MIP/Politecnico di Milano. Ha scritto diversi libri, tra cui Uno spirito puro. Ennio De Giorgi, genio della matematica (Milella 2015, Springer 2019) e Viaggio all’interno di un buco nero (StreetLib, 2019). È stato curatore di La nascita imperfetta delle cose (Rizzoli 2016) di Guido Tonelli, sulla scoperta del Bosone di Higgs; La musica nascosta dell’universo (Einaudi 2018) di Adalberto Giazotto, sulla scoperta delle onde gravitazionali ; Benvenuti nell'Antropocene (Mondadori, 2005) del premio Nobel Paul Crutzen, padre del termine "antropocene" .

Il viaggio più estremo

CoverI Buco Nero

Primo piano

Categorie più popolari

Recent comments