Roma e i gladiatori prima del Colosseo

Il Colosseo fu costruito nel I secolo d.C. Prima di allora i gladiatori si esibivano soprattutto in teatri di legno, situati in varie parti della città.

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Roma e i gladiatori prima del Colosseo

Il Colosseo fu costruito nel I secolo d.C. Prima di allora i gladiatori si esibivano soprattutto in teatri di legno, situati in varie parti della città.

Dove si svolgevano i combattimenti tra gladiatori prima della costruzione dell’Anfiteatro Flavio (il Colosseo), cominciata nel 70 d.C.? 

Oltre ai Fori, il primo tentativo noto di creare un anfiteatro fu quello intrapreso nel 52 a.C. da Scribonio Curione che, candidato al tribunato, attirò l’attenzione degli elettori facendo costruire due teatri lignei, ciascuno capace di ospitare ben ventimila persone e poggiante su una struttura mobile. I due teatri erano accostati di schiena e il pubblico poteva seguire contemporaneamente due spettacoli diversi. Quando fu il momento dei gladiatori, due squadre di manovratori fecero ruotare i due teatri finché si trovarono uno giustapposto all’altro. Una manovra sorprendente ma molto rischiosa, visto che Plinio il Vecchio osservò come avessero corso meno pericolo i gladiatori scesi nell’arena che gli spettatori fatti ruotare sui trabiccoli di Curione.

Anche Leonardo da Vinci disegnò una possibile ricostruzione del doppio teatro rotante ideato nel 52 a.C. dal politico Romano Scribonio Curione

Al di là della poca verosimiglianza dell’opera, secondo Plinio la rotazione fu utilizzata una sola volta, poiché nessuno si azzardò più a mettere ancora in moto quel marchingegno infernale. Leonardo Da Vinci disegnerà tra le sue note un’ipotesi di ricostruzione del teatro di Curione.

Colonna Traiana
Un teatro romano è raffigurato sullo sfondo di uno dei rilievi della Colonna Traiana.

Un contemporaneo di Curione, l’edile Marco Scauro, superò il rivale costruendo un anfiteatro ligneo su tre ordini di colonne, alla base in marmo, al centro di vetro e in cima di legno dorato, per un totale di 360 colonne. Secondo Plinio, l’edificio poteva contenere fino a ottantamila persone. Un monumento arricchito di 300 statue di bronzo, tappeti, pitture e ornamenti che non si sa quanto sopravvisse, ma contribuì a diffondere la moda degli anfiteatri ricchi e maestosi.

Giulio Cesare fece svolgere i giochi, oltre che nel Foro Repubblicano e al Circo Massimo, anche in uno spazio fuori dalla cinta sacra di confine, al Campo Marzio, a est del Pantheon.

Colonna Traiana
Colonna Traiana (G. Scozzafava).

Un tempo qui si svolgevano le esercitazioni militari, ma Cesare rivoluzionò l’area stabilendovi i Saepta Iulia, i recinti sede delle elezioni della gens Iulia, la famiglia a cui apparteneva lo stesso Cesare. Era una grande piazza di 310 metri per 120, decorata con opulenza e raffinatezza, dove erano installate tribune di legno quando si svolgevano i giochi. Il primo anfiteatro in pietra di Roma non lo realizza lo Stato, ma un privato: Statilio Tauro, un ricchissimo ufficiale cesariano, che, nel 29 a.C., fece erigere al Campo Marzio, a sue spese, un edificio destinato a resistere per circa un secolo e noto come il “Teatro di Tauro”.

A distruggerlo sarà il grande incendio scoppiato il 18 luglio del 64 d.C., uno dei più grandi che la storia ricordi, che distrusse quasi due terzi della città e si portò via anche lo strabiliante anfiteatro in legno voluto da Nerone, che si diceva fosse ricoperto da teli azzurri trapuntati di stelle.

Libro Polidoro

Un anfiteatro ligneo, in una non meglio precisata città romana, è anche raffigurato sulla Colonna Traiana, inaugurata nel 113 per celebrare la conquista della Dacia da parte dell’imperatore Traiano.

Massimo Polidoro
Articolo tratto dal libro L’Avventura del Colosseo, Piemme
(v. foto a destra)

Massimo Polidorohttps://www.massimopolidoro.com
Massimo Polidoro è un giornalista, scrittore e segretario nazionale del CICAP. Insegna Comunicazione scientifica ai dottorandi dell’Università di Padova ed è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di 50 libri. Presenza fissa a Superquark, è spesso autore e conduttore di programmi di divulgazione scientifica.

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