Il luogo più santo di Roma

I segreti del Sancta Sanctorum nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

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Il luogo più santo di Roma

I segreti del Sancta Sanctorum nella Basilica di San Giovanni in Laterano.

Nell’Antico Testamento con il termine “Sancta Sanctorum” si indicava un luogo sacro, in particolare la parte più interna del tempio, dove era ammesso solo il sommo sacerdote. Nel Tempio di re Salomone, secondo la tradizione, era conservata l’arca dell’alleanza. Meno conosciuto, però, è il fatto che una Cappella del Sancta Sanctorum si trovava anche a Roma, nella più antica basilica cristiana della storia, voluta dall’imperatore Costantino nel IV secolo d.C., vale a dire la Basilica Laterana (oggi, dopo essere crollata e ricostruita più volta, è intitolata a San Giovanni in Laterano).

All’interno della basilica si trovava la cappella di San Lorenzo in palatio, poi conosciuta anche, per l’appunto, come Sancta Sanctorum per via delle numerose reliquie custodite. Anzi, era il luogo che conservava il maggior numero in assoluto di reliquie cristiane. Come diceva una scritta sull’altare: Non est in toto orbe sanctior locus, vale a dire che “Non esiste al mondo luogo più santo”.

San Giovanni in Laterano
San Giovanni in Laterano a Roma (G. Scozzafava).

E dunque, di quali reliquie parliamo? Si comincia con ciò che di più antico si conservava qui, un’immagine del Salvatore seduto in trono dipinta su legno. Non se ne conosce l’origine (e per questo motivo la tradizione la definiva acheropìta, cioè non fatta da mano umana), ma era già venerata nell’VIII secolo quando, secondo il Liber Pontificalis, papa Stefano II la portò in processione per scongiurare l’invasione dei Longobardi.

Vi erano poi le reliquie, conservate nelle due finestrelle superiori e sotto l’altare papale, protette da una gabbia di ferro e due sportelli bronzei. Tra gli oggetti che vi erano (e in parte sono ancora) conservati, le teste delle sante Agnese e Prassede, mentre quelle dei santi Pietro e Paolo furono trasportate nel 1370 sopra l’altare maggiore della basilica di San Giovanni in Laterano. E poi una raccolta di oggetti, poco credibili ma tipici del commercio medievale di reliquie, legati alla figura di Gesù: il prepuzio che gli fu tagliato al momento della circoncisione, il suo sangue coagulato, i suoi sandali, il divano su cui partecipò all’Ultima Cena, alcune pietre della colonna della flagellazione, la canna con cui fu percosso il suo capo coronato di spine, una delle spine della corona e un pezzo della spugna impregnata di aceto che fu poggiata sulla sua bocca durante l’agonia in croce.

Che fine hanno fatto queste reliquie? Nel 1905 alcune di esse furono ritrovate all’interno di una cassetta lignea risalente al pontificato di Leone III (795-816). Dopo essere stati restaurati, studiati e catalogati gli oggetti furono sistemati nel 1936, da Pio XI, nella cappellina di San Pietro Martire all’interno dei Palazzi Vaticani. Dove, sembra, si trovino ancora oggi.

Link e approfondimenti
• Il libro di Massimo Polidoro Segreti e tesori del Vaticano (Piemme, 2017).
Il post di Josway sulla Scala Santa.

Massimo Polidoro
Massimo Polidorohttps://www.massimopolidoro.com
Massimo Polidoro è un giornalista, scrittore e segretario nazionale del CICAP. Insegna Comunicazione scientifica ai dottorandi dell’Università di Padova ed è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di 50 libri. Presenza fissa a Superquark, è spesso autore e conduttore di programmi di divulgazione scientifica.

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