L’eros e i cinque sensi (2): l’olfatto

Tra scoperte scientifiche e fantasie cinematografiche, una sorprendente immersione negli abissi del più oscuro dei cinque sensi.

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L’eros e i cinque sensi (2): l’olfatto

Tra scoperte scientifiche e fantasie cinematografiche, una sorprendente immersione negli abissi del più oscuro dei cinque sensi.

Profumi e odori sono potentissimi alleati dell’erotismo. E lo sono a un livello talmente inconscio da essere talvolta difficili da controllare. Nel film Profumo: storia di un assassino (2006) di Tom Tykwer, tratto dal romanzo Il profumo di Patrick Süskind, il protagonista è ossessionato dagli odori corporei delle donne che incontra e dal desiderio di voler creare dalla distillazione dei loro effluvi un “profumo perfetto”. Arriverà al punto di ucciderle, raccogliendone le essenze e ottenendo come risultato finale un profumo inebriante ed erotico, talmente potente da dare origine a un’orgia implacabile tra la folla esposta alla sua fragranza.

Fantasia e realtà

A essere rappresentata in questa produzione letteraria e cinematografica è una particolare forma di eccitazione erotica, l’olfattofilia, una parafilia che porta chi la sperimenta a provare eccitazione e piacere sessuale attraverso gli odori. L’olfattofilia è una condizione rara, ma gli odori sono in grado di influenzare l’attrazione sessuale di tutti. Il desiderio può essere infatti stimolato dall’odore del sudore di un partner e dai feromoni che contiene; queste molecole sono infatti capaci di stimolare la produzione di ormoni come l’estrogeno o il testosterone, fondamentali nell’attrazione e nella sessualità.

Una scena del film "Profumo - Storia di un assassino" (2006).
Una scena del film “Profumo – Storia di un assassino” (2006).

La forza dei feromoni

Molti studi sono stati dedicati alla ricerca della correlazione tra olfatto ed eccitazione sessuale, indagando proprio il ruolo dei feromoni nell’attivazione del desiderio. Negli animali e negli insetti, sembra che il rilascio di feromoni abbia un’influenza diretta sul comportamento soprattutto quando si tratta di eccitazione e accoppiamento.

L’uomo produce queste sostanze in minor misura; ma si ritiene che anche gli esseri umani siano influenzati dagli odori nella scelta dei partner, in particolare le donne. L’attrazione verso individui con un odore differente dal proprio potrebbe essere dovuta a una potenziale compatibilità genetica, orientando in modo inconsapevole l’interesse.

Baciarsi per sentire il profumo

Un fatto linguistico-culturale interessante, che emerge dal libro di Diane Ackerman Storia naturale dei sensi, è che in alcune regioni del mondo la parola “baciare” significa “odorare”. Lo psicanalista austriaco Abraham Arden Brill, nel 1932, ipotizzava infatti che il bacio si fosse diffuso come pratica intima condivisa perché, oltre a mettere a contatto sensorialità tattile e gustativa attraverso le labbra e la lingua, permetteva anche di avvicinare il naso all’altra persona, cogliendone profumi e odori da vicino.

Organo nascosto

Questo è in un certo senso confermato dagli studi di neuropsicologia di Alan Hirsch e Jason Gruss. I due hanno notato che l’area del cervello attraverso la quale sperimentiamo gli odori, il lobo olfattivo, si trova all’interno del sistema limbico (il cosiddetto “cervello emotivo”), che è l’area in cui hanno origine i nostri pensieri e desideri sessuali. Sempre nel cervello, vicino alla parte superiore del naso, c’è una caratteristica anatomica che sembra confermare l’esistenza dei feromoni umani: l’organo vomeronasale. La sua funzione è ancora sconosciuta e poco indagata, ma quel che si sa è che, nei primati subumani, questa è l’area in cui i feromoni entrano in gioco per aumentare le possibilità di attrazione reciproca e quindi di procreazione.

Nella storia

Anche se mancano le prove scientifiche che lo siano veramente, nel corso della storia alcuni odori sono stati considerati afrodisiaci. Gli antichi Egizi si lavavano con olii essenziali a scopo di seduzione, così come i Sumeri, mentre in Cina l’uso di profumi nei riti matrimoniali era diffuso a scopi propiziatori. Perfino a Pompei sono stati trovati, nei postriboli, vasi che contenevano essenze profumate stimolanti.

Memoria olfattiva

Gli odori possono influenzare la sessualità anche in altri modi, rimanendo per esempio impressi nella memoria e consolidando il legame affettivo che si crea tra partner. Alcuni studi hanno dimostrato che l’odore del partner può avere un effetto calmante e rassicurante, in grado di ridurre stress e ansia. Una ricerca svolta alla University of British Columbia (Canada) ha indagato, in un campione di donne, come l’essere esposte a tre profumi (quello del partner romantico, quello di uno sconosciuto e un profumo neutro) e, successivamente, a un fattore di stress avesse esiti differenti a seconda dell’odore a cui i diversi campioni erano stati esposti. Lo stress percepito era inferiore in quelle donne che erano state esposte al profumo del loro partner.

Quando l’olfatto non c’è…

Non sorprende, allora, che quando l’olfatto non c’è, o non funziona bene, anche la sessualità ne risente. Diversi studi mostrano infatti che la presenza di una disfunzione olfattiva può associarsi a una diminuzione della motivazione a intraprendere rapporti sessuali e a viverli con soddisfazione. La componente del legame di attaccamento relazionale resta però preservata: questo può dunque essere un elemento fondamentale per mantenere vivo il desiderio all’interno delle coppie in cui uno dei due partner abbia un’alterazione del senso dell’olfatto.

Chiara Maggio – Psicologa clinica e co-founder di Green Vibes, piattaforma online dedicata alla sessualità sostenibile per l’ambiente e per la persona.

Link e siti internet

• Il sito di Green Vibeshttps://www.greenvibes.me/
• Il film Profumo – Storia di un assassino su IMDb.
L’articolo L’influenza degli odori corporei sull’attivazione sessuale; differenze di genere.
L’articolo La scienza del sesso e dell’olfatto. Una breve panoramica dell’olfattophilia

Il video

Le vibrazioni di una ragnatela trasformate in suoni, progetto di sonificazione realizzato al MIT di Cambridge, Usa (Ian Hattwick, Isabelle Su, Christine Southworth, Evan Ziporyn, Tomás Saraceno e Markus Buehler).

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