Grandi patriarchi 7. Il più antico castagno del mondo

Dalla Valle d'Aosta alla Puglia, settima tappa di un viaggio alla scoperta dei più monumentali alberi storici della Penisola.

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Grandi patriarchi 7. Il più antico castagno del mondo

Dalla Valle d'Aosta alla Puglia, settima tappa di un viaggio alla scoperta dei più monumentali alberi storici della Penisola.

Il Castagno dei cento cavalli

Età stimata: oltre 2000 anni
Castagno (Castanea sativa Miller)
Comune: Sant’Alfio (Ct)
Circonferenza del tronco: 50 m. (teorica) si tratta in realtà di tre fusti, separati fra loro, cresciuti da una antichissima ceppaia Altezza: 17 m.

Il Castagno dei 100 cavalli si trova a pochi chilometri da Sant’Alfio, comune raggiungibile da Giarre (Ct). La pianta, che ha dato il nome alla località “Tre Castagni”, è nota a tutti in zona ed è indicata da appositi cartelli segnaletici. È considerato il più antico castagno del mondo ed è un vero e proprio boschetto costituito da più tronchi affiancati che si ritiene siano stati originati da un’unica antica ceppaia di dimensioni impressionanti. In alcuni antichi dipinti questo patriarca viene raffigurato ancora nella sua interezza, ma già suddiviso in enormi rami ascendenti e con una cavità interna così ampia da contenere una casetta in muratura che altro non era che un essiccatoio per le castagne. Oggi la pianta è recintata proprio per salvaguardarne l’integrità. L’origine del nome è legata alla leggenda secondo cui, sotto la sua enorme chioma, durante un temporale, trovò rifugio una regina (forse Giovanna I d’Angiò, che regnò a Napoli dal 1341 al 1382) assieme ai suoi 100 cavalieri. Nel territorio etneo gli alberi monumentali non mancano, a soli pochi chilometri dal Castagno dei 100 cavalli, ma in Comune di Mascali, vi è un altro albero di dimensioni eccezionali: il Castagno di Sant’Agata, detto anche Castagno Nave, in virtù della forma del suo tronco che ricorda un vascello con i lunghi fusti simili agli alberi della nave a cui vanno fissate le vele.

(Articolo tratto dalla mostra “Patriarchi della natura – Alberi straordinari d’Italia”. Ideata e curata da Fondazione Bracco e Associazione Patriarchi della Natura, e ospitata da Triennale Milano dal 14 luglio al 22 agosto 2021, la mostra fotografica – a ingresso libero – propone un itinerario da Nord a Sud nell’Italia più verde, alla scoperta di stupefacenti opere d’arte naturali: alberi secolari o millenari, testimoni della nostra storia)

Link e approfondimenti
• Il catalogo della mostra.

Andrea Parlangeli
Andrea Parlangeli è fisico (PhD) e giornalista, caporedattore del mensile Focus. Appassionato di scienza, tecnologia e innovazione, nel 2019 ha conseguito un Executive MBA presso il MIP/Politecnico di Milano. Ha scritto diversi libri, tra cui Uno spirito puro. Ennio De Giorgi, genio della matematica (Milella 2015, Springer 2019) e Viaggio all’interno di un buco nero (StreetLib, 2019). È stato curatore di La nascita imperfetta delle cose (Rizzoli 2016) di Guido Tonelli, sulla scoperta del Bosone di Higgs, e La musica nascosta dell’universo (Einaudi 2018) di Adalberto Giazotto, sulla scoperta delle onde gravitazionali.

Il video

Le vibrazioni di una ragnatela trasformate in suoni, progetto di sonificazione realizzato al MIT di Cambridge, Usa (Ian Hattwick, Isabelle Su, Christine Southworth, Evan Ziporyn, Tomás Saraceno e Markus Buehler).

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