E l’uomo toccò il sole

Una sonda della Nasa ha varcato per la prima volta – a velocità record – il confine dell'atmosfera più esterna della nostra stella, raccogliendo dati preziosi.

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E l’uomo toccò il sole

Una sonda della Nasa ha varcato per la prima volta – a velocità record – il confine dell'atmosfera più esterna della nostra stella, raccogliendo dati preziosi.

Per la prima volta una navicella spaziale ha toccato la superficie del sole, avventurandosi con successo in una regione dove perfino la mitologia greca ammoniva di non andare. Quel che non riuscì a Icaro, le cui ali di cera si sciolsero nell’avvicinarsi troppo alla nostra stella, è infatti riuscito al Parker Solar Probe della Nasa (Video sopra, credit NASA/Johns Hopkins APL), che il 28 aprile scorso alle 9:33 ha raggiunto l’atmosfera esterna del sole, una regione che gli astrofisici chiamano “corona”.

Attraverso il confine

“Finalmente siamo arrivati”, ha commentato Nicola Fox, direttrice della Nasa Heliophysics Science Division a Washington DC. “L’umanità ha toccato il sole”. L’annuncio è stato dato a dicembre, perché gli scienziati hanno impiegato mesi per scaricare e analizzare i dati e per essere certi che la sonda – che prende il nome dal fisico Eugene Parker – avesse effettivamente attraversato il confine, noto come superficie di Alfvén. Questa è la frontiera esterna del sole. Al di qua c’è la corona, cioè l’atmosfera esterna della nostra stella, quella che diventa visibile con le eclissi. Al di là comincia il vento solare, cioè il flusso di particelle (elettroni, protoni ecc.) che soffia costantemente tra i pianeti portando con sé anche i campi magnetici e generando talvolta fenomeni suggestivi come le aurore boreali.

Sempre più vicino

Il Parker Solar Probe era stato lanciato nel 2018, ed è ancora in orbita attorno al sole: ad ogni passaggio (dovrebbe effettuarne 24) si avvicina sempre di più. È protetto da uno scudo termico (foto sotto) che protegge i suoi strumenti da temperature fino a 1.370 °C, che saranno raggiunte quando nel 2025 la sonda raggiungerà il punto più vicino al sole, a soli 6,2 milioni di chilometri dalla sua superficie visibile, la fotosfera.

Parker shield
Lo scudo termico della sonda. È largo 2,4 metri e pesa solo 72 kg (NASA/Johns Hopkins APL/Ed Whitman).

Per cinque ore

Nel passaggio di aprile, la traiettoria ha portato la sonda nella corona per quasi cinque ore, raccogliendo dati che sono preziosi per capire le dinamiche che scaldano questa zona fino a un milione di gradi (questo è uno dei grandi misteri del sole) e che generano le tempeste magnetiche che possono abbattersi anche sulla Terra, con danni per i satelliti artificiali e per i sistemi di telecomunicazione.

I risultati

I dati mostrano innanzitutto che il confine di Alfvén si trova a circa 14 milioni di chilometri dalla superficie del sole, che corrispondono a poco meno di 20 raggi solari. In secondo luogo, questo confine invisibile appare netto e rugoso, mentre in precedenza non si sapeva esattamente dove si trovasse e qualcuno pensava che fosse smussato.

Quello che ha visto la sonda con il suo strumento WISPR durante il passaggio nei pressi del sole (Credit: NASA/Johns Hopkins APL/Naval Research Laboratory).

La più lontana, la più vicina

Questa sonda è complementare alle navicelle spaziali Voyager. Il Parker Solar Probe ha visto infatti dove nasce il vento solare. Nel 2012, Voyager 1 è stata invece la prima sonda a raggiungere e superare il punto in cui il vento solare si attenua al punto da diventare indistinguibile dal mezzo circostante. In pratica, ha lasciato il sistema solare per moversi nello spazio interstellare.

Velocissima

Parker Solar Probe è anche la sonda più veloce mai costruita. Quando passerà nel punto più vicino al sole, nel 2025, sfiorerà i 700.000 chilometri all’ora, più dello 0,06% della velocità della luce.

Link e approfondimenti

Un fumetto che racconta la missione, apparso su Physics Magazine.
• L’articolo scientifico che annuncia la scoperta.
• Un altro articolo del Physics Magazine, e uno di Nature.
Il sito del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory a Laurel, nel Maryland (Usa).
Dove si trova il Parker Solar Probe.
• Un video della Nasa che racconta la missione.
• Come nascono i switchback (animazioni).
• Il mito di Icaro raccontato da Alessandro Gelain.

 

Il video

Le vibrazioni di una ragnatela trasformate in suoni, progetto di sonificazione realizzato al MIT di Cambridge, Usa (Ian Hattwick, Isabelle Su, Christine Southworth, Evan Ziporyn, Tomás Saraceno e Markus Buehler).

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