Il corridoio strategico dei papi

Riaperto a Roma il Passetto di Borgo, il percorso fortificato che collega Castel Sant'Angelo al Palazzo Apostolico in Vaticano. Ecco la sua storia e tutti i consigli per visitarlo.

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Il corridoio strategico dei papi

Riaperto a Roma il Passetto di Borgo, il percorso fortificato che collega Castel Sant'Angelo al Palazzo Apostolico in Vaticano. Ecco la sua storia e tutti i consigli per visitarlo.

Il Passetto di Borgo (er Coridore in romanesco) è un passaggio sopraelevato di grande valore storico che collega il Palazzo Apostolico in Vaticano a Castel Sant’Angelo. Costruito nel 1277 su iniziativa di papa Niccolò III, fu concepito come via di fuga per i papi in situazioni di pericolo o durante le invasioni, consentendo loro di raggiungere in sicurezza Castel Sant’Angelo. Quest’ultimo, originariamente eretto come mausoleo dell’imperatore Adriano, fu successivamente trasformato in una solida fortezza rifugio.

Realtà e immaginazione

Caratterizzato da una struttura semplice e funzionale, il Passetto di Borgo è un corridoio lungo circa 800 metri, costruito con mura spesse e camminamenti che garantivano protezione. La sua posizione sopraelevata gli permetteva di essere difficilmente accessibile agli assedianti. Nel corso dei secoli, questo corridoio fortificato ha alimentato leggende e racconti popolari, venendo spesso descritto come un luogo carico di mistero e simbolo dell’autorità papale. È stato menzionato anche in film e romanzi, tra cui Angeli e Demoni di Dan Brown, dove costituisce l’ambientazione di una fuga mozzafiato. Il Passetto di Borgo non è solo un’opera architettonica di straordinaria bellezza, ma incarna un pezzo essenziale della storia di Roma, in grado di narrare episodi chiave della città e della sua vocazione universale.

Accesso

L’accesso al Passetto di Castel Sant’Angelo inizia dal Bastione San Marco, un luogo che racconta secoli di storia e di trasformazioni architettoniche. Questo bastione, intriso delle tracce lasciate dai numerosi interventi di fortificazione avvenuti nel tempo, risale all’epoca di papa Niccolò V Parentucelli (1447-1455). Fu proprio lui a commissionare la costruzione di imponenti torrioni cilindrici, posizionati agli angoli di tre dei quattro vertici del basamento del Mausoleo di Adriano.

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Un interno del Passetto di Borgo (Foto G. Scozzafava).

La struttura che ammiriamo oggi prese però forma definitiva durante il pontificato di Pio IV Medici (1559-1565). In quegli anni venne infatti rialzato il livello del bastione, inglobando al suo interno la torretta eretta sotto Niccolò V, successivamente eliminata nel XVII secolo. Sempre in quel periodo fu aggiunta una spettacolare rampa elicoidale, costruita per collegare il bastione con la marcia ronda, un passaggio che ancora oggi evoca fascino e mistero.

Secoli di storia

Le prime opere di fortificazione nella zona risalgono al VI secolo d.C., durante il regno del sovrano ostrogoto Totila. Più tardi, nel IX secolo, papa Leone IV provvide a rafforzare le difese dell’area costruendo una robusta cinta muraria che si estendeva per circa tre chilometri attorno al Vaticano e alla Basilica di San Pietro. L’intervento si rese necessario per proteggere questi luoghi sacri dai ripetuti assalti dei Saraceni. Nel 1277, durante il pontificato di Niccolò III Orsini, venne costruito il collegamento tra il Passetto e Castel Sant’Angelo per assicurare ai pontefici un percorso protetto. Modifiche successive, tra cui quelle apportate da Alessandro VI Borgia tra il 1492 e il 1503, introdussero un passaggio coperto, dando al Passetto l’aspetto attuale. Nel 1565, su richiesta di papa Pio IV Medici, venne edificata una nuova cinta muraria attorno ai Palazzi Vaticani e si avviò la costruzione dei quartieri di Borgo Pio, Borgo Vittorio e Borgo Angelico. In seguito a questi interventi, il Passetto perse il suo ruolo originario di struttura difensiva urbana, venendosi a trasformare grazie all’apertura di fornici che facilitarono il collegamento tra la viabilità della Civitas Leonina e quella della nuova Civitas Pia.

Il sacco di Roma

Uno degli episodi più noti in cui venne utilizzato risale al 1527, durante il sacco di Roma. In quell’occasione, papa Clemente VII sfruttò il Passetto per trovare rifugio a Castel Sant’Angelo mentre la città era sotto assedio dalle truppe dell’imperatore Carlo V e veniva brutalmente saccheggiata. Questo passaggio si rivelò cruciale per salvaguardare la vita del pontefice. Il corteo papale comprendeva oltre tremila persone, tra cardinali, vescovi, ambasciatori e nobili romani. Le cronache dell’epoca raccontano che alcuni alti prelati riuscirono a salvarsi grazie a ceste con le quali venivano issati sopra le mura; tuttavia, molti altri persero la vita cadendo nel fossato quando il ponte levatoio fu sollevato. Ben 147 guardie svizzere morirono eroicamente nel tentativo di proteggere il papa. Nonostante gli sforzi, le milizie di Carlo V non riuscirono a conquistare Castel Sant’Angelo. Tuttavia, il 31 maggio, Clemente VII fu costretto a firmare un duro trattato di resa. In seguito, a dicembre dello stesso anno, il pontefice riuscì a fuggire grazie a un piano orchestrato con la collaborazione dell’artista Benvenuto Cellini e dei capitani imperiali Gonzaga e Morone, che lo scortarono fino a Orvieto. Il suo ritorno trionfale a Roma avvenne nell’ottobre del 1528, quando riprese pienamente i suoi poteri, governando fino alla morte nel 1534.

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Un tratto sopraelevato del Passetto (Foto G. Scozzafava).

Il Passetto oggi

I lavori di valorizzazione del Passetto di Borgo, avviati nel dicembre 2018 e completati nel 2024, hanno incluso il restauro di una parte del paramento murario esterno, degli intonaci interni e delle pavimentazioni interne. È stato inoltre eseguito il consolidamento strutturale dell’area adiacente a Porta Angelica, insieme all’installazione di un nuovo sistema di illuminazione, comprensivo di corpi illuminanti e dispositivi di emergenza. Di particolare rilievo l’intervento per l’eliminazione delle barriere architettoniche, che ha previsto anche la realizzazione di due ascensori.

Il percorso turistico

L’itinerario che percorrono i visitatori prende il via da Castel Sant’Angelo. Dopo aver attraversato una porzione del corridoio inferiore, si può salire al livello superiore tramite una scala o un comodo ascensore, per poi proseguire fino al confine di Stato nei pressi di Porta Angelica. In questo punto strategico, è stato installato un ulteriore ascensore per eliminare le barriere architettoniche, consentendo di scendere nuovamente al corridoio inferiore. Uno degli elementi più interessanti del percorso è una botola meccanizzata che, aprendosi, lascia intravedere una scala utilizzata anche questa per accedere al livello inferiore. Seguendo l’immaginaria via di fuga che il papa avrebbe potuto percorrere lasciando i suoi appartamenti presso San Pietro in tempi di pericolo, si torna infine al punto di partenza: Castel Sant’Angelo.

Per la visita

Le visite guidate, per gruppi composti da un massimo di 25 persone, sono disponibili in tre modalità distinte. La prima opzione è una visita guidata diurna che include il Passetto di Borgo e il Bastione San Marco, escludendo però l’ingresso a Castel Sant’Angelo. La seconda alternativa combina la visita guidata al Passetto con l’ingresso ordinario a Castel Sant’Angelo durante il giorno. Infine, la terza proposta è una visita speciale notturna, che comprende sia il tour guidato del Passetto sia un’affascinante passeggiata all’interno di Castel Sant’Angelo, tra i bastioni e la Sala Paolina, senza la presenza di altri visitatori.

Il costo per l’ingresso diurno al solo Passetto con il Bastione San Marco è di 4 euro (con eventuali riduzioni o gratuità previste dalla normativa) più 12 euro per la visita guidata obbligatoria della durata di un’ora. Questa formula è gratuita per i bambini fino a 6 anni e prevede un costo ridotto di 2 euro per i minori fino ai 18 anni non ancora compiuti.

Per chi preferisce l’opzione integrata che comprende il Passetto e Castel Sant’Angelo, il costo è determinato dal biglietto ordinario per Castel Sant’Angelo (16 euro con eventuali riduzioni o gratuità di legge) più 10 euro per la visita guidata della durata di un’ora al Passetto e al Bastione San Marco. Anche in questo caso, i bambini fino a 6 anni accedono gratuitamente, mentre fino ai 18 anni si applica la tariffa agevolata di 2 euro.

La visita speciale in notturna prevede un tour guidato di un’ora al Passetto e al Bastione San Marco, accompagnato da un’emozionante passeggiata esclusiva all’interno di Castel Sant’Angelo. Questa esperienza comprende il dromos, i bastioni e la Sala Paolina, senza la presenza di pubblico esterno. Il costo è di 4 euro (riduzioni e gratuità come previsto dalla normativa) più 24 euro per la visita guidata speciale. Anche qui, i bambini fino a 6 anni partecipano gratuitamente, mentre per i ragazzi sotto i 18 anni si applica la tariffa ridotta di 2 euro.

Fonti

Le fonti utilizzate sono state: Direzione Generale Musei, Castel Sant’Angelo, Ministero della Cultura; convegno di riapertura del 23 dicembre 2024 incluse interviste a Massimo Osanna e Daniela Porro.

Giorgio Scozzafava
Giorgio Scozzafavahttps://sirgeorgephoto.altervista.org
Nato nel 1971, ho avuto l'opportunità di crescere in un ambiente accademico internazionale che mi ha permesso di visitare numerose università in diverse parti del mondo. Fin da piccolo, ho sviluppato un forte interesse per la tecnologia, che si è trasformata in una presenza costante e fondamentale nel mio percorso di vita. Nel corso della mia carriera, ho alternato ruoli manageriali e tecnici, spesso assumendo incarichi complessi e ricoprendo posizioni trasversali. Credo che osservare significhi saper leggere e interpretare i contesti, cogliere i dettagli, catturare emozioni e scoprire le storie racchiuse in ciò che vediamo. La fotografia, in particolare, ha il raro potere di evocare ricordi e sentimenti legati a un luogo, un momento o una prospettiva, trasformandosi in una narrazione visiva capace di arricchire profondamente l’esperienza umana. Sono convinto che i luoghi di straordinaria bellezza meritino di essere esplorati attraverso molteplici prospettive e sotto differenti condizioni di luce, svelandone così tutta la loro ricchezza e complessità. Su Instagram e su 500px come @sirgeorgephoto.

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