L’orologio ad acqua di Villa Borghese

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L’orologio ad acqua di Villa Borghese

Passeggiando per Villa Borghese in viale dell’Orologio, sul colle del Pincio (a Roma), si incontra un gioiello del passato, un vecchio orologio ad acqua. La sua storia segue alcuni passaggi nel tempo, come se fossero scanditi dalle lancette.

Nel 1867, Giovan Battista Embriaco, padre domenicano e cultore della scienza, partecipò all’Esposizione Universale di Parigi con due prototipi di idrocronometro. L’estro del sacerdote incontrò le idee innovative della Capitale: grazie all’architetto comunale Gioacchino Ersoch che ne curò l’allestimento, l’orologio trovò la sua collocazione attuale il 6 ottobre 1873. E così Villa Borghese fu arricchita di un laghetto con al centro una fontana sovrastata da questa torretta tecnologica.

L’orologio del Pincio funziona così: il flusso idrico, attraverso un sistema di contrappesi, mantiene il moto del pendolo e delle lancette sui quattro quadranti. Non solo. Il getto d’acqua si occupa anche di caricare due bacinelle necessarie al funzionamento della suoneria.

L’evoluzione “moderna” di questo gioiello è altrettanto variegata; dopo anni di onorato servizio, l’idrocronometro ha visto un lungo declino fino al 2007, quando la Scuola professionale Elis ne ha curato il restauro. Ma la storia continua a ripetersi, l’orologio è nuovamente in mezzo alla vegetazione e ha subito anche atti vandalici che ne hanno danneggiato le vetrine, poi riparate.

Oggi l’idrocronometro talvolta è in movimento talvolta no; ma costante è il suo fascino anche nella folta vegetazione, quasi a volerci raccontare non solo la sua storia ma anche quella di tutti i passanti che si sono soffermati ad ammirarlo.

Giorgio Scozzafava
Giorgio Scozzafavahttps://sirgeorgephoto.altervista.org
Nato nel 1971, ho avuto l'opportunità di crescere in un ambiente accademico internazionale che mi ha permesso di visitare numerose università in diverse parti del mondo. Fin da piccolo, ho sviluppato un forte interesse per la tecnologia, che si è trasformata in una presenza costante e fondamentale nel mio percorso di vita. Nel corso della mia carriera, ho alternato ruoli manageriali e tecnici, spesso assumendo incarichi complessi e ricoprendo posizioni trasversali. Credo che osservare significhi saper leggere e interpretare i contesti, cogliere i dettagli, catturare emozioni e scoprire le storie racchiuse in ciò che vediamo. La fotografia, in particolare, ha il raro potere di evocare ricordi e sentimenti legati a un luogo, un momento o una prospettiva, trasformandosi in una narrazione visiva capace di arricchire profondamente l’esperienza umana. Sono convinto che i luoghi di straordinaria bellezza meritino di essere esplorati attraverso molteplici prospettive e sotto differenti condizioni di luce, svelandone così tutta la loro ricchezza e complessità. Su Instagram e su 500px come @sirgeorgephoto.

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