L’illuminazione è l’obiettivo più alto per il buddhismo tibetano, e nella sua massima espressione coincide con il nirvana. Il buddha che raggiunge il nirvana (dal sanscrito nirvāṇa, “estinzione”) si libera in via definitiva dal dolore, dalle passioni e dal ciclo delle rinascite, raggiungendo una condizione di pace assoluta, superamento dell’ego e autoconsapevolezza. Ma c’è anche chi, per compassione, rinuncia per propria volontà al distacco definitivo dal mondo per dedicarsi ad aiutare gli altri esseri umani a raggiungerlo. Queste figure semidivine sono chiamate bodhisattva.
Su un fiore di loto
Tara Verde è una bodhisattva del buddismo tibetano. Simbolo di compassione attiva, liberazione e protezione, è rappresentata come una giovane donna radiosa, seduta su un loto, con una gamba protesa pronta al soccorso e la mano destra aperta in un gesto di generosità. Il suo corpo è verde smeraldo, un colore che rappresenta l’aria (simbolo di movimento), l’attività illuminata e la saggezza.
Il suo mantra
Antichissima e sapiente, Tara Verde è considerata la madre di tutti i buddha e rappresenta la natura stessa dell’esistenza. Viene invocata per rimuovere ostacoli, paure e negatività. “Om Tare Tuttare Ture Soha” è il suo celebre mantra, che significa letteralmente “liberazione dalle paure e successo” – serve per ottenere coraggio, guarigione e pace. Il mantra è una frase che viene ripetuta nella meditazione, la parola stessa significa infatti letteralmente “ciò che protegge la mente nella ripetizione” e proviene dal sanscrito manas (“mente”) e tra (“che protegge”). Tara Verde in particolare è associata alla protezione dagli otto pericoli sia del mondo interiore (orgoglio, ignoranza, gelosia, odio, ostinazione, attaccamento, dubbi che tormentano e avarizia) sia del mondo esteriore (la paura degli elefanti, dei leoni, del fuoco, dei serpenti, dei ladri, delle acque tormentate, della schiavitù e degli spiriti maligni). Il mantra di Tara Verde serve a scongiurare tutte queste paure. È molto potente, e offre immediata tranquillità e sicurezza.
Tara, e le sue ventun forme
Tara Verde è per la verità una delle svariate manifestazioni di Tara, la principale divinità femminile della compassione sia nel Mahayana indiano sia nel Vajrayana tibetano, due scuole di buddhismo. Tara assume un ruolo rilevante inizialmente in India a partire dal VI secolo, da lì a Giava, quindi in Cambogia, e infine dal VII-VIII secolo in Tibet, dove nasce il suo culto più rilevante. Viene considerata una divinità della medicina e della longevità. La maggior parte dei testi concorda nel considerare Tara Verde la forma principale della liberatrice Tara. Tara Bianca è una forma altrettanto importante legata alle pratiche di longevità e si presenta come una giovinetta sedicenne dal volto sorridente. Nella tradizione indiana e tibetana, si contano comunque ventun forme di Tara, ciascuna con una protezione diversa.

Colei che libera
Il nome ha diversi significati etimologici. Tare in sanscrito significa “stella” o “colei che traghetta/salva”, infatti stella è intesa anche come stella polare che ci guida; mentre la radice sanscrita tr- significa “attraversare superare”. Ancora una volta, Tara Verde ci guida e ci protegge mentre attraversiamo l’oceano (samsara) della sofferenza dell’esistenza ciclica fino ad arrivare all’illuminazione. In lingua tibetana è chiamata Jetsun Drolma. Jetsun significa “Nobile” e Drolma “Colei che libera”. Tara è dunque la nobile, colei che ci libera dall’oceano della sofferenza.
In un lago di lacrime
La sua nascita è storicamente associata ad Avalokitesvara, il buddha della compassione. Si racconta che dalle lacrime versate da Avalokitesvara, osservando la sofferenza degli esseri intrappolati nel ciclo delle rinascite, si generò un lago in cui nacque un fiore di loto. Allo sbocciare del fiore, al centro si trovava Tara Verde.
Orgoglio femminile
Un’altra leggenda narra come Tara, in una sua antichissima manifestazione come Yeshe Dawa (“luna della consapevolezza primordiale”), avesse dedicato offerte al buddha per milioni di anni e come questi l’avesse istruita sul concetto di bodhicitta, cioè l’amore illimitato verso tutti gli esseri e il profondo desiderio di liberarli dalla sofferenza del samsara. In seguito avvicinata da alcuni monaci, Tara si sentì dire che avrebbe dovuto rinascere come maschio per raggiungere l’illuminazione. Lei prontamente ribatté che solo gli ottusi potevano pensare che le donne non potessero raggiungere l’illuminazione. Prese quindi la decisione di rinascere come bodhisattva femminile, fino a che il samsara non si fosse svuotato. Così, dopo decine di milioni di anni di meditazione, Yeshe Dawa manifestò la sua illuminazione suprema come Tara.
Regina dei tre mondi
A partire dal VI secolo, Tara Verde compare effettivamente come colei che ci salva dalle otto grandi paure, ma è anche la madre universale di tutti gli esseri “senzienti”, animali e piante inclusi, e in quanto tale regna sui tre mondi: il mondo inferiore, la terra e il cielo.
Come divinità del mondo sotterraneo, controlla le forze del desiderio (simboleggiate da esseri detti naga), dell’avarizia (simboleggiate da esseri detti preta) e della collera (simboleggiata da demoni infernali). E rappresenta la consapevolezza che il mondo del samsara nella sua vera natura è identico al nirvana.
Come divinità della terra, risiede nella foresta di Khadiravana dai fiori e dagli alberi meravigliosi, e domina soggiogandoli senza violenza gli animali selvatici e gli esseri umani. Controlla il desiderio e l’ignoranza, e favorisce la crescita della saggezza nei praticanti.
Come divinità celeste, infine, Tara regna su altri esseri come i deva, gli asura e gli yaksa. Controlla in particolare l’orgoglio dei deva, la gelosia degli asura, i capricci degli yaksa. E conduce i praticanti nei campi puri del buddha e verso la chiara luce della loro mente.
Roberto Masutti
Link e approfondimenti
• Il Dizionario del Buddhismo (Bruno Mondadori e Jaca Book) di Philippe Cornu.
• Il libro (in inglese) The Tibetan Assimilation of Buddhism (Oxford University Press) di Matthew T. Kapstein.
• I libri di Giuseppe Tucci Le religioni del Tibet (Edizioni Mediterranee) e Minor Buddhism Texts, Part II (Ismeo).
• Il libro Buddha e il Buddhismo Milano (Mondadori) di Oscar Botto.
• La Storia delle Credenze e delle Idee Religiose – Volume II (Sansoni Editore ) di Mircea Eliade.
• Il sito dove si può scaricare il calendario Epson, con la storia di come sono state realizzate le illustrazioni di Gloria Pizzilli utilizzate in questa serie.


