La trasformazione del sari

-

La trasformazione del sari

Nata e cresciuta a Thane, Mumbai, Jaya Kishore (nome cambiato) non ha un tetto sopra la testa ma è certa che un giorno riuscirà con le proprie forze ad avere una casa tutta sua. «Ho studiato fino all’età di 14 ma poi, a seguito di un matrimonio precoce e alla nascita dei miei tre figli, non ho potuto proseguire oltre», racconta. Dopo 7 anni di matrimonio, Jaya è rimasta sola a mantenere la famiglia con tutte le difficoltà di una madre single in un posto come Mumbai. In cerca di riscatto sociale e di un lavoro che le restituisse la dignità di donna e di mamma, nel 2015 Jaya è entrata a far parte del progetto I was a Sari, impresa sociale indiana che dona nuova vita a sari (il capo di abbigliamento tradizionale femminile considerato fonte di orgoglio culturale) di seconda mano.

Lavoro alle donne

Ma come ha origine tutto questo? «I was a Sari è un marchio di accessori e abbigliamento nato nel 2013 con l’obiettivo di promuovere un concept di moda sostenibile e inclusiva», dichiara il fondatore Stefano Funari. «Le sue parole chiave sono: economia circolare, emancipazione economica ed empowerment femminile». Distribuiti ora anche da Oxfam Italia, i capi riciclati di I was a Sari raccontano dunque storie di sogni con doppia valenza: la rigenerazione nobile del sari in un nuovo capo unico e l’emancipazione delle donne che li selezionano e li producono generando reddito per sé e per le loro famiglie. «Grazie al nostro impegno e al supporto dei partner e delle onlus che ci sostengono, oggi all’età di 47 anni Jaya e altre donne vulnerabili come lei hanno un lavoro a tempo pieno che svolgono con dedizione e passione», enfatizza Funari.

Un video di Stafano Funari, fondatore del progetto I was a Sari.

Nel 2021, I was a Sari ha coinvolto 176 artigiane in 6 centri di produzione, vendendo più di 160.000 prodotti in 20 paesi in oltre 250 negozi in Europa, in India e negli Stati Uniti, per un totale di 151.000 ore di lavoro. Il 60% delle donne è stato in grado di contribuire alle spese familiari e il 52% a quelle per l’istruzione dei figli. Il 64% ha investito o risparmiato parte dei propri guadagni e il 98% delle intervistate ha dichiarato di aver visto un sostanziale miglioramento nelle condizioni di vita.

 

La nuova vita dei sari, dopo la trasformazione: diventano camicie, gonne, gioielli, accessori.

Appuntamento a Firenze

Il progetto sarà illustrato da Funari in uno dei tavoli di “Creiamo un futuro di uguaglianza”, il primo festival di Oxfam Italia in programma dal 12 al 13 maggio a Firenze presso l’Istituto Degli Innocenti e online.

Il viaggio più estremo

CoverI Buco Nero

Primo piano

Categorie più popolari

Recent comments