La Terra vista dall’alto offre uno spettacolo che non finisce mai di stupire, e fornisce dati preziosi sul nostro pianeta e sulla sua evoluzione. Al volgere dell’anno che chiude il primo quarto di secolo, vi proponiamo una carrellata di immagini riprese dai satelliti Sentinel di Copernicus, in orbita eliosincrona a circa 700 km di quota in modo da scattare foto sempre con la stessa illuminazione.
Dati preziosi
Copernicus è il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea, dedicato a monitorare il nostro pianeta e il suo ambiente a beneficio di tutti. I satelliti Sentinel, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel monitoraggio degli oceani, delle terre emerse, delle isole e delle le regioni remote, nell’osservazione dei fenomeni meteo anche estremi, nello studio dell’evoluzione del clima, nel tracciamento del movimento degli iceberg, nella pianificazione urbana, nella gestione ambientale e in tanto altro. Le foto che seguono sono spesso raffiguarate con falsi colori, che rendono percepibili frequenze luminose altrimenti non visibili all’occhio umano.
La casa di Babbo Natale
Nel nord della Finlandia si trova Rovaniemi, la capitale della Lapponia conosciuta come la città natale ufficiale di Babbo Natale. Attira visitatori tutto l’anno, offrendo esperienze uniche come l’attraversamento del Circolo Polare Artico, il soggiorno in igloo di vetro e, per chi ha fortuna, l’esperienza dell’aurora boreale. La regione in cui si trova è ricca di foreste, laghi e fiumi; ed è quindi una meta ideale per attività all’aria aperta.

Genova, la città della lanterna
Schiacciata tra le montagne e il mare, ecco Genova con il suo porto, il più grande d’Italia. Al centro dell’immagine il fiume Polcevera, sul quale correva il ponte Morandi (sostituito, dopo il crollo, dal viadotto Genova San Giorgio costruito da Renzo Piano). A sinistra del Polcevera si distingue l’aeroporto, con la pista che corre parallelamente alla costa, di fronte al porto di Genova Pra’. A destra il centro storico, con i suoi caruggi, e il porto antico nel quale sorge ancora la Lanterna, il faro più alto d’Europa.

Le dune del Maranhão
Con un’estensione di oltre 155.000 ettari, il Parco Nazionale Lençóis Maranhenses, nel Nord-Est del Brasile, è una meraviglia naturale unica, nota per le sue lagune incastonate tra le grandi dune di sabbia. Questi specchi d’acqua cristallina, che si distinguono anche nell’immagine satellitare, si creano quando la pioggia si raccoglie nelle depressioni tra le dune e ricoprono oltre la metà della superficie del parco. Designata patrimonio mondiale dell’Unesco, l’area ospita piante autoctone, uccelli migratori e altri animali selvatici.

L’iceberg più grande
Con una superficie di quasi 3.500 chilometri quadrati e uno spessore di 400 metri, A23a è l’iceberg più grande del mondo. Dopo essersi staccato dalla piattaforma di ghiaccio Filchner-Ronne nell’Antartide Occidentale nel 1986, questo enorme blocco gelato è rimasto incastrato sul fondo dell’Oceano Antartico per oltre 30 anni. Recentemente, però, ha ripreso a spostarsi, andando alla deriva verso nord. Gli oceanografi pensano che A23a finirà per entrare nelle acque più calde dell’Oceano Atlantico, dove si prevede che si spezzerà in iceberg più piccoli e si scioglierà.

L’arte antica del Sahara
Jebel Uweinat è un massiccio montuoso situato al confine tra Egitto, Libia e Sudan, in una delle aree più aspre e remote del deserto del Sahara. Conosciuto per le sue sorprendenti caratteristiche geologiche, il Monte Uweinat raggiunge i 2.000 metri ed è uno dei punti più alti della regione. L’area è rinomata per la sua arte rupestre preistorica, con raffigurazioni di animali e umane, che fornisce preziosi spunti di studio sulle prime culture del Sahara.

Un nuovo aeroporto in Groenlandia
Il 28 novembre 2024, l’aeroporto internazionale di Nuuk è stato aperto nella capitale della Groenlandia, inaugurando un’era di maggiore accessibilità per la regione artica. Con una pista di 2.200 metri, l’aeroporto sarà un nodo aggiuntivo di riferimento per i voli che collegano Islanda, Danimarca, Canada e Stati Uniti. Si pensa che la nuova struttura incrementerà il turismo nel Paese, integrando i collegamenti già offerti da navi da crociera e altri voli che portano 130.000 visitatori all’anno.

A Venezia riapre il Giardino del Redentore
Venezia è rinomata per i suoi canali, la sua straordinaria architettura e il suo ricco patrimonio culturale, che attira milioni di visitatori ogni anno. Nel novembre 2019, la peggiore alluvione registrata dal 1966 ha colpito oltre l’80% della città, provocando danni per milioni di euro. Da allora sono in corso interventi di restauro per riparare i danni causati dalle alluvioni, come il progetto In Venetia Hortus Redemptoris per ripristinare il complesso del Giardino del Redentore. Dopo due anni di lavori, il 26 ottobre 2024 il giardino è stato aperto al pubblico, offrendo ai visitatori l’accesso alla serra, ai laboratori e alla laguna veneziana.

Torna la neve sul Monte Fuji
Quest’anno il Monte Fuji, che con i suoi 3.776 metri è la vetta più alta del Giappone, ha visto il periodo più lungo senza neve da quando sono iniziate le registrazioni, 130 anni fa. In genere sul Monte Fuji nevica all’inizio di ottobre, ma quest’anno il clima insolitamente caldo ha ritardato le nevicate fino a novembre, quando è stata scattata questa foto.
Questo ritardo segue l’estate più calda mai registrata in Giappone, con temperature che dal giugno all’agosto del 2024 sono state di 1,76 °C sopra la media. Anche settembre e ottobre sono stati più caldi della media nel Paese.

Il mare delle Azzorre
Le aree marine protette (AMP) sono sempre più considerate essenziali per preservare la biodiversità sostenendo al tempo stesso le comunità locali. Queste aree di oceani, estuari e laghi sono d’importanza fondamentale per salvaguardare gli ecosistemi e le specie vulnerabili. Nelle Azzorre, il Portogallo ha recentemente creato la più grande rete di aree marine protette d’Europa, fornendo un’importante protezione agli ecosistemi sottomarini unici di queste isole. Il 15% delle acque intorno a questo arcipelago portoghese sono ora “completamente protette”, con un ulteriore 15% “altamente protette”, per un totale di 287.000 chilometri quadrati. Nella foto si distinguono, da sinistra in basso a destra in alto, Faial, Pico, São Jorge, Graciosa e Terceira.

Le due capitali sul Danubio
Questa immagine mostra campi colorati di colture lungo il fiume Danubio, che scorre in questo tratto attraverso il confine tra l’Austria e la Slovacchia. Le capitali delle due nazioni, Vienna e Bratislava, sono visibili rispettivamente a sinistra e a destra dell’immagine.

Le isole greche minacciate dall’acqua
Secondo un nuovo studio, i siti storici costieri della Grecia rischiano di essere sommersi entro la fine del secolo a causa dell’innalzamento del livello del mare causato dal riscaldamento globale. I ricercatori hanno creato mappe del rischio di inondazioni basate su previsioni locali e globali per valutare 464 siti storici lungo la costa del Mediterraneo Orientale, scoprendo che 147 di questi dovranno affrontare un certo livello di rischio entro i prossimi 50 anni. L’isola di Delos, visibile in questa immagine (in basso a destra, di fronte a Mikonos), è già stata colpita da danni strutturali causati dall’innalzamento del mare.

Rinnovabili nei Paesi Bassi
Quest’anno, oltre la metà dell’elettricità dei Paesi Bassi è stata prodotta da fonti rinnovabili come l’energia eolica e solare. In totale, 32,3 miliardi di chilowattora (kWh) sono stati generati da fonti rinnovabili, pari al 53% della produzione elettrica del Paese. L’energia eolica ha registrato un aumento significativo, salendo di un terzo a 17,4 miliardi di kWh, di cui due terzi provenienti dai nuovi parchi eolici Hollandse Kust Zuid e Hollandse Kust Noord. Mentre è aumentata anche la produzione di elettricità da energia solare e biomassa, è diminuita la produzione da combustibili fossili come carbone e gas naturale. In questa immagine di Copernicus Sentinel-1, il parco eolico Hollandse Kust Zuid è visibile al largo della costa occidentale dei Paesi Bassi, vicino alla città di Leiden.

La bora sull’Adriatico
Questa immagine mostra un fenomeno sorprendente causato dalla bora – un forte vento catabatico – sul mare Adriatico, tra la costa dalmata della Croazia e l’isola di Pag. Il giorno in cui è stata scattata la foto, la bora ha raggiunto una velocità di oltre 100 km/h. Mentre scende attraverso il terreno montuoso lungo la costa croata, il vento accelera, creando onde corte e mosse che si rompono generando la caratteristica schiuma bianca. Le strisce parallele visibili sulla superficie del mare sono allineate nella direzione del vento. Le acque relativamente basse e strette dell’Adriatico intensificano l’effetto, facendo sì che le onde schiumino più facilmente.



