Grandi patriarchi 8. L’avo degli olivi

Dalla Valle d'Aosta alla Puglia, ottava tappa di un viaggio alla scoperta dei più monumentali alberi storici della Penisola.

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Grandi patriarchi 8. L’avo degli olivi

Dalla Valle d'Aosta alla Puglia, ottava tappa di un viaggio alla scoperta dei più monumentali alberi storici della Penisola.

Olivastro di Luras

Età stimata: oltre 3000 anni
Olivastro (Olea europaea Linné var. sylvestris, Miller, Brot.)
Comune: Luras (SS), San Baltolu
Circonferenza del tronco: 13 m. Altezza: 14 m.

Questo autentico monumento della natura si trova in località San Baltolu, nel comune di Luras, presso il Lago di Liscia, vicino alla piccola chiesa di San Bartolomeo. La località si raggiunge da Calangianus (Ss), centro noto per la produzione di sughero. La pianta, conosciuta con il nome dialettale di “S’Ozzastru”, è considerata millenaria, ma la datazione precisa dell’età degli olivi rimane comunque assai problematica: questa specie infatti non produce con regolarità i caratteristici anelli annuali e le varie tecniche di indagine possono solo consentire stime più o meno attendibili. Ricerche effettuate dall’Università di Parigi attribuiscono a questo albero un’età di circa 3.800 anni, mentre secondo lo studio effettuato dal Dr. Franco Tassi, con la collaborazione di Mauro Aresu, che si è avvalso di innovative tecniche di dendrocronologia (radioestesia), l’età rilevata sarebbe di 3.340 anni. La pianta è un esemplare selvatico e produce frutti (olive) molto piccoli e inadatti alla produzione di olio di qualità. A breve distanza vegeta un’altra pianta selvatica monumentale, ritenuta un po’ più “giovane”, ma anch’essa millenaria. Vista la non idoneità alla produzione di olio alimentare, questi alberi sarebbero stati mantenuti fin dall’antichità, e lasciati al loro spontaneo sviluppo, per consentire l’ombreggiamento delle greggi, essendo la zona da secoli dedita alla pastorizia. L’olivo è il simbolo della pace, creato da Minerva e posto come emblema sull’elmo della dea bellicosa, ma anche saggia. Inoltre, l’olivo cingeva il capo dei sacerdoti di Giove e degli ambasciatori che portavano notizie di pace. A questa pianta di grande longevità viene attribuito anche il simbolo di vittoria, ricompensa, forza e purificazione.

(Articolo tratto dalla mostra “Patriarchi della natura – Alberi straordinari d’Italia”. Ideata e curata da Fondazione Bracco e Associazione Patriarchi della Natura, e ospitata da Triennale Milano dal 14 luglio al 22 agosto 2021, la mostra fotografica – a ingresso libero – propone un itinerario da Nord a Sud nell’Italia più verde, alla scoperta di stupefacenti opere d’arte naturali: alberi secolari o millenari, testimoni della nostra storia)

Link e approfondimenti
• Il catalogo della mostra.

Il video

Le vibrazioni di una ragnatela trasformate in suoni, progetto di sonificazione realizzato al MIT di Cambridge, Usa (Ian Hattwick, Isabelle Su, Christine Southworth, Evan Ziporyn, Tomás Saraceno e Markus Buehler).

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