Grandi patriarchi 4. L’albero di Pinocchio

Dalla Valle d'Aosta alla Puglia, terza tappa di un grande viaggio alla scoperta dei più monumentali alberi storici della Penisola.

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Grandi patriarchi 4. L’albero di Pinocchio

Dalla Valle d'Aosta alla Puglia, terza tappa di un grande viaggio alla scoperta dei più monumentali alberi storici della Penisola.

La quercia delle streghe

Età stimata: circa 300 anni

Roverella (Quercus pubescens Willd.)
Comune: Capannori (Lu), località San Martino in Colle, Gragnano, Villa Carrara
Circonferenza del tronco: 4,44 m.
Altezza: 20 m.

Questa stupenda quercia che vegeta su un poggio in quello che era il parco di Villa Carrara, nel Comune di Capannori, si fa notare per le sue originali forme: lunghi rami serpentiformi che si allungano quasi paralleli al terreno, una larghissima chioma la cui proiezione sul terreno copre un’area di circa 700 metri quadrati. La tradizione locale attribuisce l’originale nome al fatto che i contorcimenti dei suoi rami siano dovuti all’andirivieni di un gruppo di streghe che su di essi tenevano i loro sabba. L’albero è conosciuto anche come “La Quercia di Pinocchio”, perché un’altra leggenda vuole che questa quercia sia quella sotto la quale il burattino Pinocchio nascose gli zecchini ricevuti da Mangiafuoco e dove fu poi impiccato dagli assassini che lo volevano derubare. A breve distanza dal luogo ove vegeta questo monumentale “Patriarca” si trova infatti il paese di Collodi, che diede i natali alla madre del celebre scrittore, autore della fiaba.

(Articolo tratto dalla mostra “Patriarchi della natura – Alberi straordinari d’Italia”. Ideata e curata da Fondazione Bracco e Associazione Patriarchi della Natura, e ospitata da Triennale Milano dal 14 luglio al 22 agosto 2021, la mostra fotografica – a ingresso libero – propone un itinerario da Nord a Sud nell’Italia più verde, alla scoperta di stupefacenti opere d’arte naturali: alberi secolari o millenari, testimoni della nostra storia)

 

Link e approfondimenti
• Il catalogo della mostra.

Il video

Le vibrazioni di una ragnatela trasformate in suoni, progetto di sonificazione realizzato al MIT di Cambridge, Usa (Ian Hattwick, Isabelle Su, Christine Southworth, Evan Ziporyn, Tomás Saraceno e Markus Buehler).

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