La Signora dei vichinghi

Celebre per la sua bellezza, Freyja è la dea norrena dell’amore e della fertilità, ma anche una figura selvaggia e battagliera. Primo episodio di una serie dedicata a dodici divinità femminili illustrate da Gloria Pizzilli.

-

La Signora dei vichinghi

Celebre per la sua bellezza, Freyja è la dea norrena dell’amore e della fertilità, ma anche una figura selvaggia e battagliera. Primo episodio di una serie dedicata a dodici divinità femminili illustrate da Gloria Pizzilli.

Freyja, dea del pantheon norreno, è una delle figure più affascinanti e potenti della mitologia nordica. Dea della stirpe dei Vani, il suo nome stesso – dall’antico norreno Freyia – significa appunto “signora”, o “padrona”, ed è intrinsecamente legato al concetto di amore.

Guerra e magia

Incarnando il potere rigenerativo della natura, Freyja è celebrata come divinità della bellezza e della fertilità. Ma la sua influenza si estende ben oltre il regno della passione: è anche una temibile dea della guerra e della morte, colei che accoglie metà dei guerrieri caduti nel suo regno dell’aldilà, il Fólkvangr, mentre l’altra metà viene accolta da Odino nel Valhalla. Maestra nell’arte del Seidr – la magia dei norreni – cavaliera del cinghiale Hildisvíni in battaglia o di un carro trainato da due gatti, Freyja simboleggia l’unione di forza, mistero e fascino divino, attraversando i confini tra vita e aldilà.

Scontro tra famiglie

Freyja era venerata dai norreni e di conseguenza dai vichinghi, guerrieri ed esploratori di questo popolo che navigavano a bordo di dreki (navi da guerra con una prua a forma di drago o serpente) per compiere scorrerie. L’antica mitologia norrena consisteva originariamente in raccolte di canti epici e mitologici tramandati oralmente, che furono trascritti nel medioevo nei testi dell’Edda. Al centro di questo complesso sistema di credenze ci sono due famiglie divine: gli Asi e i Vani. Mentre i primi, guidati da Odino, sono spesso associati alla guerra, alla saggezza e al dominio, i secondi rappresentano la natura, la fertilità e la magia. Interessante è il legame di Freyja con Odino: sebbene appartengano a famiglie diverse, condividono molte caratteristiche, tanto da dare adito a speculazioni sulla loro possibile origine comune. Le origini di Freyja sono comunque strettamente intrecciate con il conflitto tra le due famiglie. I genitori della dea, entrambe divinità dei Vani, sono Njord, dio del mare, della navigazione e della ricchezza, e Nerthus, un’antica dea germanica della terra associata alla fertilità. Questa guerra mitica si conclude con un trattato di pace, in seguito al quale Freyja e il suo fratello gemello Freyr vengono inviati come ostaggi agli Asi.

Da Vanadís, uno dei suoi nomi, deriva “vanadio”, elemento caratterizzato dalla bellezza dei suoi composti

A Freyja vengono attribuite due figlie Hnoss e Gersemi, i cui nomi significano “tesoro” e “gioiello”, a ribadire l’associazione della dea con la bellezza e con la ricchezza.

Nella natura

Templi e santuari furono eretti un po’ ovunque nelle terre del nord in onore di Freyja. Erano spesso situati in aree associate alla fertilità e alla bellezza naturale, come boschi, sorgenti o valli fertili, questi luoghi sacri ospitavano statue o altre rappresentazioni della dea davanti alle quali venivano portate offerte rituali. Dagli agricoltori, Freyja veniva invocata per ottenere raccolti abbondanti e terre fertili. Nelle questioni amorose, le persone si rivolgevano a lei per chiedere aiuto nella ricerca di un partner o sostegno nelle relazioni. Come dea della guerra, Freyja veniva invocata prima delle battaglie e delle incursioni.

Donna

La sua figura nella mitologia nordica presenta interessanti paralleli con altre dee in diverse culture indoeuropee, a partire da quella celtica – sia con la dea Brigid associata alla fertilità e alla magia (la magia seidr ha analogie con quella dei druidi celtici) sia con la dea Morrigan associata alla guerra e alla fertilità. Sempre come dea della fertilità, il ruolo di Freyja è anche simile a quello della dea greca Demetra e a quello della romana Cerere. Come dea dell’amore e della bellezza, ricorda invece Afrodite e Venere. I suoi aspetti guerrieri si ritrovano in Atena. E i legami anche etimologici con la germanica Frigg – che in inglese dà origine al giorno della settimana friday, “venerdì” – sono così forti che alcuni studiosi hanno ipotizzato un’origine comune. Da Freyja deriva anche il termine Frau, che in tedesco vuol dire “donna”.

Potere femminile

Con la cristianizzazione della Scandinavia nei secoli X e XI, il ruolo e la percezione di Freyja cambiarono. Gli attributi e le funzioni della dea furono trasferiti ai santi cristiani e alla Vergine Maria, anche se alcuni elementi del suo culto resistettero a lungo nelle aree rurali. Oggi c’è stato un recupero di questa antica divinità, che ha acquisito nuovi significati e interpretazioni soprattutto per i movimenti femministi e per le correnti spirituali new age. Freyja è spesso vista come simbolo di forza femminile, autodeterminazione e libertà sessuale.

Roberto Masutti

Link e approfondimenti

• Il sito dove si può scaricare il calendario Epson, con la storia di come sono state realizzate le illustrazioni di Gloria Pizzilli utilizzate in questa serie.
• I testi classici della mitologia norrena, l’Edda in prosa (Adelphi) e l’Edda poetica (Feltrinelli).
• Il libro I miti nordici (Longanesi) di Gianna Chiesa Isnardi.
• Il libro Misteri e Magia del nord. Le rune e i poteri femminili (Venexia) di Freyja Aswynn.
• Il libro Storia delle Credenze e delle Idee Religiose – Volume II (Sansoni) di Mircea Eliade.

Il viaggio più estremo

CoverI Buco Nero

Primo piano

Categorie più popolari

Recent comments