Nel santuario di Lykosoura, nel cuore del Peloponneso (Grecia), intorno al 200 a.C. si svolgevano sfrenati rituali orgiastici di iniziazione dedicati alla dea Despina, figlia di Demetra e di Poseidone e Signora della natura. Ora Annalisa Lo Monaco, docente di Archeologia classica alla Sapienza Università di Roma, e Salvo Guglielmino, ricercatore all’Inaf (Istituto Italiano di Astrofisica) di Catania, hanno scoperto che queste cerimonie avvenivano con ogni probabilità in due giornate a cavallo dell’equinozio di primavera. La scoperta è stata possibile grazie innanzitutto ad alcune considerazioni astronomiche, poiché il tempio risultava perfettamente allineato con la direzione in cui sorge il sole agli equinozi. Presumibilmente, quindi, il rituale si svolgeba all’equinozio di primavera, poiché si trattava di una festa dedicata alla fertilità umana e al risveglio della natura, con offerte di piante che fioriscono in quel periodo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Scienze dell’Antichità, in un numero speciale dedicato al politeismo in Grecia. Ecco come i due ricercatori hanno descritto il rituale misterico in un articolo su Media Inaf.
In attesa dell’alba
“Fiaccole accese nell’oscurità. Nell’aria un profumo intenso. Centinaia di individui, esausti, si stringono accovacciati nei loro mantelli nel rigore tagliente delle prime ore del mattino alle soglie della primavera. Tutti attendono con trepidazione e in religioso silenzio l’alba, assiepati nel vasto piazzale di fronte al tempio: tra poco i raggi del Sole nascente illumineranno il volto della Despoina, la loro dea – Signora della Natura – alla quale sono devoti”.
Segreto
“Siamo in Grecia, circondati da boschi sulle montagne scoscese dell’Arcadia, nel cuore del Peloponneso. È una notte intorno al 20 marzo, nei primi decenni del II secolo a.C. Gli uomini e donne che adesso riposano qualche ora prima hanno offerto sacrifici, mangiato, bevuto, assunto oppio e danzato sfrenati, al ritmo di flauti e strumenti a corde, con maschere animali sul volto. Il rito al quale hanno partecipato è stato coinvolgente, intenso e segreto: è un rituale misterico, che prevede tappe successive di iniziazione e il divieto assoluto di farne menzione ai non iniziati (continua su Media Inaf)”.


